Ostuni, in una grotta scavata dal mare dorme la mamma più antica del mondo

Gabriella Poli – Ostuni – Era bella, 20 anni, alta 1 metro e settanta e forte come una cacciatrice. Era diventata ancora più bella da quando aveva il suo piccolo nel ventre. Già otto mesi passati e fra poco avrebbe bussato alla vita. La ragazza però un giorno si addormentò sul fianco, la mano sul ventre a proteggere il piccolo, e non si svegliò mai più.

La trovò così il suo compagno che decise di inumarla come una dea cospargendole il capo di polvere di ematite e adornandola con una elaborata cuffietta di conchiglie di Cyclope neritea impastate con ocra rossa, intervallate ogni 80 pezzi dal canino di cervo, e molti bracciali arricchiti da una ciprea, ancora usata da molte etnie nel mondo in quanto simbolo di rinascita, di vita. Il copricapo è simile a quello della “Venere di Willendorf”: ciò ha indotto a credere che la cerimonia del seppellimento della Donna di Ostuni si ponesse come una “divinizzazione” della maternità incompiuta. Fu trovata così in posizione fetale con la mano sul grembo, 28 mila anni dopo, nel 1991, in una grotta scavata dal mare nel parco di Agnano vicino a Ostuni, dall’archeologo Donato Coppola che  rintracciò in quella sepoltura le tracce di un rito sepolcrale complesso, al punto da ritenere quel “corpo nel corpo” appartenente ad una cavallerizza dal ruolo dominante in seno ad una tribù di cacciatori. A confermarne l’età è stata, nel 2010, l’Università di Lipsia (Sassonia), specializzata nella datazione partendo dalle analisi delle ossa. La grotta divenne nel tempo rifugio, poi luogo di preghiera dedicato dall’uomo alla Dea terra prima e alla Madre di tutti gli uomini dopo (come testimonia anche l’affresco della Vergine col bambino di epoca cristiana). La grotta di Santa Maria di Agnano, sita nell’omonimo parco archeologico di pertinenza del museo delle civiltà preclassiche della Murgia Meridionale di Ostuni (che ospita anche i resti della gestante, di un calco della sua sepoltura e un diorama che ne immortala la deposizione), vanta una frequentazione che va dal Paleolitico superiore sino al XVIII secolo.  Ecco allora che possiamo vedere lo scheletro della madre più antica del mondo, in una teca di cristallo accanto a quello del suo piccolo ritrovato intatto.

INFO: Il Parco archeologico e naturale di Agnano è aperto al pubblico su prenotazione con possibilità di visite guidate contattando il numero telefonico della biblioteca comunale 0831.303973; il costo del biglietto è di 3 euro, ridotto a 1,50 euro per i gruppi superiori a 10 persone

La scoperta della mamma di Ostuni è parte di un viaggio stampa che ha permesso ad un ristretto gruppo di giornalisti della stampa internazionale di visitare, grazie al Bando ospitalità della Regione Puglia, assessorato al turismo, il parco delle Dune Costiere, il centro storico di Ostuni, Oria, dove è stato inaugurato il rinnovato museo archeologico comunale, presente il sindaco e l’assessore regionale al turismo, Loredana Capone, e Gallipoli con il suo castello sul mare e il centro storico. Dicono il sindaco Coppola e l’assessore al turismo, Nichi Maffei: “Siamo felici di accogliere i giornalisti internazionali, grazie al progetto della Regione Puglia. “Li faremo innamorare della nostra terra, così ricca di risorse naturali e culturali”. L’educational è stato realizzato dal Comune di Ostuni in partenariato con Carmen Mancarella, direttrice della rivista di turismo e cultura del Mediteraneo Spiagge (www.mediterraneantourism.it) .

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Autore: GABRIELLA POLI

Giornalista professionista, iscritta all'Albo professionale dal 1988, ho maturato diverse esperienze nel campo della carta stampata, della radio (Radio RPL, Antenna 3) e della televisione (Rai e Mediaset, Tele Antenna 3). Dottorato internazionale in Tecniche della Comunicazione indirizzo Giornalismo. Sono stata, tra l'altro direttore di testata giornalistica. Ora mi diletto di argomenti vari quali l'Arte i viaggi e l'enogastronomia e scrivo libri. (guide di viaggio per la RCS e libri di restauro e arte per l'Editoriale l'Espresso) e romanzi: La sinfonia dei Templari.

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