Sulle orme del Barocco: in Repubblica Ceca un 2017 sfarzoso

Cechia, Gabriella Poli – Destinazione d’eccellenza per un turismo storico-culturale, che sul suo suolo trova infiniti spunti, la Cechia quest’anno punta i riflettori sullo splendido stile che nel XVII secolo fece fiorire architettura, pittura, scultura e musica. Un viaggio nella storia e nel Bello, che conduce tra le testimonianze di una fiera rinascita dalla distruzione e dalla desolazione lasciate dalla Guerra dei Trent’anni.

L’Ente Nazionale Ceco per il Turismo propone anche quest’anno viaggi culturali all’esigente pubblico italiano, sempre più affezionato alla d estinazione dal ricco, tormentato e variegato passato, oggi ancora vivo in un patrimonio artistico e storico senza uguali. Per il 2017 l’invito è “Vivere il Barocco con tutti i sensi”. Itinerari, pacchetti e proposte ad hoc condurranno quindi nel favoloso ‘600, quando un Paese martoriato dalla Guerra dei Trent’anni deciderà di risorgere dalle ceneri e affidare allo splendore del Barocco la sua rinascita. Una rinascita generale, che tocca città e campagne. Una rinascita affidata non solo ai monumenti, ma anche musica, pittura e scultura, per una celebrazione assoluta e ridondante del Bello. Questo viaggio nel XVII secolo è dedicato in particolare proprio agli italiani, che potranno avventurarsi con un certo spirito patriottico e un senso di fratellanza.

Ispirazioni italiane – Ci sono tanta scuola e un pizzico d’orgoglio italiani nel favoloso Barocco boemo. Un pretesto in più quindi, per visitare il Paese in quest’anno dedicato al movimento artistico secentesco, a caccia dei capolavori di artisti che si ispirarono alla produzione italiana non senza reinterpretarne i dettami secondo la propria tradizione e il proprio talento. Ne nacque una corrente unica, che riadattando materiali e motivi seppe tirare a lustro un’intera nazione, ridisegnandone il volto ma anche l’anima. Non è da trascurare infatti il retroscena storico e morale della diffusione dell’arte barocca in Cechia. Nel 1620 scoppia la battaglia sulla Montagna Bianca, che poi dilagherà nel resto d’Europa con il più celebre nome di Guerra dei Trent’Anni. Gli Asburgo impongono, anche con la violenza, al popolo ceco la ricattolicità e invitano i Gesuiti nel Paese. Questi portano con sé il Verbo, ma anche l’arte già fiorente in Italia. Le espressioni sfarzose e ridondanti del barocco divengono quindi per gli Asburgo un ulteriore strumento di convinzione nei confronti del popolo. Pilotata o meno, l’arte barocca trovò in Boemia terreno fertilissimo. Non solo i Gesuiti importarono materiale cui ispirarsi e favorirono i contatti (e contratti) con architetti italiani, ma molti artisti cechi si formarono proprio in Italia per poi dar vita in patria a un barocco sui generis, cosmopolita e contemporaneamente autoctono. Passarono le idee –lo sfarzo, la ridondanza- del Barocco italiano, ma i materiali e i soggetti furono integrati con quelli locali. Prima strumentalizzato dagli Asburgo, poi oscurato dal regime comunista, il barocco boemo è finalmente libero di essere ammirato in tutto il suo tripudio estetico, nelle sue esplosive espressioni di bellezza e potere.

Urban e country: lo sfarzo dilaga – Non solo chiese, monasteri e palazzi: il Barocco arriva a impreziosire persino le campagne ceche, punteggiandole di nobili residenze e rimodellando i villaggi rurali. La Via del Barocco non può che partire dalla capitale e in particolare da Mala Strana (la Città Piccola), cuore barocco appunto di Praga, ma si dipana in lungo e in largo per il Paese. Toccando altri significativi centri urbani di rara bellezza e non di rado sotto effige Unesco –come Ceske Budejovice, Trebic, Olomouc, Kromeriz, Hradec Kralove – l’itinerario si insinua poi nelle campagne e conduce a una lunga teoria di magnifici castelli trasformati in vere e proprie regge, il cui scopo non è più quello difensivo ma quello di ostentare il potere e l’eleganza dei signori che le abitano. Tra i tanti, quello di Veltrusy, che si fregia tra gli altri anche di opere del Veronese e del Canaletto. Fuori dai confini urbani ecco anche altri splendori barocchi, spesso inattesi e persino nascosti. Proprio come la galleria sotto il cielo del parco Betlem, conosciuta anche come il “presepe di Braun” e popolata di statue in pietra, a grandezza naturale, scolpite sul posto dallo scalpello barocco di Matyas Bernard Braun. Oppure il monastero benedettino di Broumov, capolavoro barocco, che tra l’altro conserva la copia della Sacra Sindone di Torino. Sempre in campagna Holasovice è un borgo-gioiello sotto tutela Unesco. Miglior esempio di architettura popolare barocca della regione, è un esempio raro di architettura rurale funzionale al lavoro di campagna: una grande piazza rettangolare su cui si affacciano 23 fattorie per un totale di 120 edifici collegati. Infine, stella assoluta –nel vero e proprio senso della parola- del Barocco boemo è certamente il santuario di San Giovanni Nepomuceno (patrono di Boemia). La stella è l’elemento architettonico predominante nel capolavoro di uno straordinario e originale stile ceco, che sposa e rielabora i dettami del gotico e del barocco. Nella Lista Unesco, porta la firma prestigiosa dell’architetto (dalle chiare origini italiane) Giovanni Biagio Santini, fortemente legato ai numeri e al simbolismo iconografico.

Gli altri filoni per le vacanze 2017 – Ecco allora che il tema 2017 –il Barocco appunto- non va a oscurare, anzi si propone di ispirarli ulteriormente- gli altri filoni basilari del turismo in Repubblica Ceca: i viaggi dello spirito (turismo religioso), i viaggi green, sport e family (e quest’anno sarà dedicato in particolare alle escursioni in bicicletta per famiglie) e i viaggi golosi, con inevitabile riferimento alla birra e soprattutto ai tanti, apprezzatissimi micro-birrifici del Paese. Insomma, guardare, toccare, respirare, assaggiare, ascoltare… anche nell’Anno del Barocco, un viaggio in Repubblica Ceca sarà un viaggio dei sensi.

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Autore: GABRIELLA POLI

Giornalista professionista, iscritta all'Albo professionale dal 1988, ho maturato diverse esperienze nel campo della carta stampata, della radio (Radio RPL, Antenna 3) e della televisione (Rai e Mediaset, Tele Antenna 3). Dottorato internazionale in Tecniche della Comunicazione indirizzo Giornalismo. Sono stata, tra l'altro direttore di testata giornalistica. Ora mi diletto di argomenti vari quali l'Arte i viaggi e l'enogastronomia e scrivo libri. (guide di viaggio per la RCS e libri di restauro e arte per l'Editoriale l'Espresso) e romanzi: La sinfonia dei Templari.

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